Benvenuti nella Terra di Erin

Questo blog racchiude i miei sogni.
Racchiude il mio amore per la magica Terra Irlandese, terra di fate e folletti, terra di sogni e di speranze.
Spero di trasmettere a voi tutte quelle emozioni che la gente d'Irlanda ha trasmesso a me.
Pronti per spiccare il volo?
Aprite le ali e voliamo insieme.

mercoledì 17 novembre 2010

Gli Elfi
Prima di partire con le spiegazioni inerenti agli elfi, è necessario far notare la confusione che regna fra le creature aderenti al cosiddetto piccolo popolo. La confusione in ambito mitologico non è una novità, ma su quello che riguarda gli elfi e un caso abbastanza particolare. Gli elfi sono confusi per esempio con i folletti e molti affermano che sono una sottospecie di loro, l’unica differenza è che questi ultimi sono minori di statura. Altri invece li crederono i compagni delle fate, poiché in molte raffigurazioni li troviamo con le ali mentre volano. Un altro esempio invece riguarda gli elfi oscuri, che vengono scambiati con i nani.
 Non solo la loro natura viene molto confusa, ma pure la loro origine, il luogo dove vivono, come sono stati creati e se sono malevoli o benevoli.
L’origine del nome elfo si presuppone risalga dall’antica parola nordica alfr, che sta appunto ad indicare elfi come simboli delle forze dell’aria, dell’acqua, del fuoco, della terra e di tutti i fenomeni atmosferici in generale.

Ci sono innumerevoli leggende che narrano della creazione degli elfi, una delle quali presuppone che siano stati concepiti come anime dei defunti e in seguito adorati come forze che favorivano la fecondità della Madre Terra.

Invece nella mitologia nordica le cose si sviluppano in modo molto differente, ma bisogna partire dall’inizio, ossia dalla creazione del mondo.

I primi esseri furono un gigante e una mucca. Il gigante era nutrito dal latte della mucca e generò due coppie, che in seguito generarono i giganti. La mucca leccando il ghiaccio diede vita ad un essere antropomorfo, che a sua volta generò un figlio. Questo si accoppiò con una gigantessa ed ebbero tre figli: Odino, Vili e Vè. I tre fratelli crearono l’universo plasmando il corpo del gigante primordiale, dopo averlo ucciso. Poi venne creata la prima coppia umana con due tronchi. L’universo che crearono era composto da tre dischi sovrapposti e contenevano nove mondi.  A metà strada vi era Midgard la dimora degli uomini, Jotunheim si trovava ad oriente di Midgard ed era la terra dei giganti. Sempre verso ovest di Midgard vi era Midavellir, la terra dei nani formata da cunicoli sotterranei. Poco più sotto Midavellir vi era Svartalfheim la dimora degli elfi oscuri. Ancora più in profondità vi era una delle regioni più oscure il Ninfheim dove viveva una fanciulla orribile di nome Hel. Invece, al livello superiore c’era Asgardh la dimora di divinità guerriere, gli Asi. Ad Asgardh vi era anche il valhalla ( o vallala) dimora dei guerrieri caduti in battaglia, qua essi si esercitano combattendo fino a quando all’ultimo giorno non si apriranno tutte le cinquecentoquaranta porte del valhalla. Cerano due altri regni superiori: l’Alfheim appartenente al dio Frey dove dimorano gli elfi della Luce e il Vanaheim dimora dei Vani dei della  fertilità e della pace.

Come si può notare, nella mitologia celtica, gli elfi non sono tutti creature dolci e leggiadre, ma esistono anche elfi oscuri. Queste due categorie d’elfi, vengono anche chiamate in maniera differente: i Dokkalfar sono gli Elfi Oscuri e i Liosalfar ( o Ljosalfar) sono gli Elfi della Luce.

Fra i Dokkalfar e i nani, si dice che non ci siano grandi differenze, poiché entrambi erano nati come vermi dalle carni in putrefazione del gigante primordiale. Questi elfi oscuri vengono spesso confusi con i nani, poiché come essi vivono nei tumuli proprio come i morti, ed è anche per questo che vengono associati agli spiriti dei defunti. Anche se i Dokkalfar sono associati ai nani, a differenza di loro hanno le sembianze e lineamenti umani ed hanno la capacità di mutare forma. Invece, per i Liosalfar si dice che siano creature quasi divine, luminose e sono più belli del sole. A questi elfi della Luce erano offerti sacrifici per la buona fortuna o per il buon raccolto, appunto perché erano associati alla fertilità. Gli elfi sono creature che incarnano la Natura e anche la Magia, non per niente secondo varie leggende questi esseri con il loro potere danno colore e profumo ai fiori. Erano ritenuti immortali e capaci di magie d’ogni tipo, come il poter diventare invisibili ed  il riuscire cambiare le proprie sembianze.

Sia per i celti che per vichinghi, gli elfi erano pressoché vicini agli dei, erano il tramite fra il mondo spirituale ed il mondo materiale (Natura) e per questo venivano venerati. Per i celti erano esseri di spirito che andavano e venivano dal regno dei morti. Invece, per i vichinghi erano esseri al di fuori delle terre conosciute all’uomo, le terre mortali. Per molte altre culture erano spiriti della natura, veri e propri spiriti elementari che ovviamente gestivano la Natura.

Purtroppo anche queste creature subirono una demonizzazione da parte della chiesa, vennero definiti esseri del Caos, che stava a evidenziarne il lato selvatico e imprevedibile. Per queste ragioni temevano il metallo, che era frutto del lavoro ordinato e preciso umano. Inoltre queste creature secondo la chiesa, dovevano detestare il sale, poiché esso serve per conservare la carne (quindi per non farla “trasformare) e se gli elfi venivano cosparsi col sale non potevano dare sfogo alla loro natura mutevole. E dopo tutto questo, la croce e la fede divennero le armi per eccellenza contro gli elfi.

Termino dicendo che la storia degli elfi agli occhi umani è sempre stata tormentata: nascono simili alle divinità, diventano creature orribili e ripugnanti, cambiano in figli prediletti degli dei con Tolkien ed in fine invadono i giochi di ruolo fantasy.

Da "Il Canto della Dea"

martedì 9 novembre 2010

Sogni

 Non perdere mai la speranza nell’inseguire i tuoi Sogni,
perché c’e’ un’unica creatura che può fermarti,
e quella creatura sei tu.
Non smettere mai di credere in te stessa e nei tuoi sogni.
Non smettere mai di cercare,
tu realizzerai sempre ogni cosa ti metterai in testa.

L’unico responsabile del tuo successo
o del tuo fallimento sei tu, ricordalo…
ogni pensiero o idea pronunciata a voce alta viaggia nel vento,
la voce corre nell’aria, cambiandone il corso.
Se sei brava da udire abbastanza,
tu potrai ascoltare l’eco di saggezze
e conoscenze lontane nel tempo e nello spazio.
Tutto il sapere del mondo e’ a disposizione di chiunque sia disposto
a credere e a voler ascoltare.

La libertà e’ una scelta che soltanto tu puoi fare:
tu sei legata soltanto dalle catene delle tue paure.
Non e’ mai una vera tragedia provare e fallire,
perché prima o poi si impara, la tragedia e’
non provarci nemmeno per paura di fallire.

Mentre noi possiamo orientare
le nostre mosse verso un obiettivo comune,
ognuno di noi deve trovare la sua strada,
perché le risposte non possono essere trovate
seguendo le orme di un’altra persona….
Se tu puoi compiere grandi cose quando gli altri credono in te,
immagina ciò che puoi raggiungere
quando sei tu a credere in te stessa.

Peter O’Connor, da "Ali sull’oceano"

lunedì 8 novembre 2010

Se tu sapessi con quanto amore seguo i tuoi passi

Se tu sapessi con quanto amore asciugo le tue lacrime 
Se tu sapessi con quanto amore ti prendo per mano affinché tu non cada
Se tu sapessi con quanto amore ti guardo mentre annaspi nel caos della vita
E ogni istante, minuto, ora della giornata ti sono accanto.

Ora non volo ma cammino assieme a te a fianco a te.

Io sono il tuo angelo quello della tua anima, del tuo cuore 
quell'angelo che ogni mattina ti sveglia con un bacio e ogni notte,
apre le sue ali per riscaldarti il cuore. 

Io sono il tuo angelo, quello che mai ti abbandonerà quell'angelo che aspetta solo un tuo
...si....per rivelarsi al tuo cuore.

Se tu sapessi con quanto amore guardo il tuo sguardo che a volte è così triste
e non ce la fa a vedere la luce.
Se tu sapessi con quanto amore stringo al tua mano quando scrivi parole che non riesci a condividere
se tu sapessi con quanta gioia mi stringo al tuo cuore quando regali un sorriso.
Se tu sapessi.. che ti sono accanto sempre in ogni istante e maggiormente nei momenti difficili.
Raccolgo i ricordi più belli che a volte tendi a dimenticare
raccolgo l'amore seppellito nel tuo cuore e te lo ripropongo attraverso gli incontri casuali
attraverso il tuo stesso sguardo riflesso su di uno specchio.


Se solo sapessi quanto soffro insieme a te dell'amaro della vita
Vorrei accarezzarti con mani di carne..ma lo sussurro a chi ti sta accanto..
vorrei dirti le parole più vere dell'amore, ma lo suggerisco a chi ti regala una parola.
Vorrei vederti raccogliere tutto l'amore che semini per sentirti soddisfatto della tua vita

ma come ogni cosa.. il tempo lascerà crescere il frutto che tu stesso hai fatto nascere.


venerdì 5 novembre 2010

L'ombra e la stella




Quel che fu all'inizio fu solo silenzio,
un vuoto nero, oscuro più della notte,
senza una stella a illuminarmi il cammino,
senza la dolce luna a guardarmi da vicino.
Buio tra gli alberi alti e fruscianti,
ombre sulla strada di terra e sassi,
silenzio nella notte, silenzio nel cuore,
solo la brezza mi scuote e le foglie muove.
Io cammino, non c'è nulla e il cuore si spaura,
io corro, con il nulla che mi segue e mi precede.
Poi d'un tratto, una luce laggiù nel prato,
le mani agli occhi porto in un gesto disperato,
una stella è caduta, una stella è lì da sola.
La luce si attenua, sento una voce:
"Vieni piccola mia, non sono una stella,
sono la luce del tuo cuore che ti libererà."
E' una voce cristallina,
come di cento campanelle,
dolce e vellutata,
che arriva dritta al cuore.
Esco dalle ombre un po' titubante,
ma non mi lasciano, le ombre,
non mi fan andare tanto distante.
guardo ai miei piedi e le vedo che si muovono,
mi tengono, mi stringono, non mi lasciano i piedi.
Guardo la stella per cercarne l'aiuto,
guardo la stella e faccio un passo,
guardo la stella e ne faccio un altro,
Poi mi giro e sono libera,
anche se le ombre sono sempre là,
che si muovono e si allungano,
come dita scheletriche si contorcono,
ma non mi toccano, e infine,
nel silenzio di dolore urlano.
la paura d'esse mi assale,
mi giro e guardo davanti a me,
con gli occhi sbarrati di paura
vedo la stella danzare, la sento cantare:
"Vieni, piccola bambina, vieni da me piccina,
dove c'è luce ci son anche ombre,
ma con me non temere, saran paure passeggere."
Biondi riccioli e ali splendenti,
occhi verdi e sorridenti,
bianco è il viso, candido il vestito.
Si muove con quelle sue alette,
come se fosse un colibrì: le sbatte,
le muove eppur non c'è vento,
ma nell'aria un profumo spande.
E' dolce il viso, è delicata la voce,
mi chiama, mi vuole, è un canto che seduce.
Lo guardo stupita, mi acceca la sua luce,
d'improvviso mi abbaglia, devo chiudere gli occhi,
sfregarli forte, forte e riaprirli.
Rimango di stucco, non c'è più la stella.
Ma sono felice poiché sono uscita dal bosco tenebroso,
ora invece innanzi a me c'è un grande prato erboso.
Guardo il cielo e ora c'è la luna,
amica mia inseparabile, argentea amica di luce.
Ci sono anche le stelle, tante, luminose e belle,
una, la più luminosa, brilla come se ammiccasse.
Sorrido e guardo davanti a me.
Non più paura, non più terribili ombre,
ma prati, fiumi e chissà cos'altro



da "Il  boschetto di Ylith"

lunedì 25 ottobre 2010

Dove si nascondono i sorrisi


Non servono occhi per vedere i Sogni
Non c'è una scuola che insegni ad amare,
Non ci sono nemici che ti facciano scordare chi ti ama...
Nessuno può rubare ciò che fa parte della tua anima...
Perciò, che tu sia un elfo, uno gnomo, un goblin fracassone...
Non commettere i miei errori,
Chiudi gli occhi e apri il cuore,
Solo lui saprà dirti che i tuoi Sogni sono sempre lì,
Ti aspettano e ti osservano con affetto
Attendendo il momento in cui aprirai di nuovo la porta dell'anima...
Ti accoglieranno sempre con gioia e calore...
Non aver paura di Sognare...
Qualcuno l'ha detto anche a me...
AVEVA RAGIONE!

dal "Boschetto di Ylith"